Polo Museale San Francesco

Polo Museale San Francesco

Il Polo Museale, oltre a snodarsi negli ambienti conventuali dell’antico complesso francescano della fine del XIII secolo, possiede un Belvedere che dà la possibilità di collegare la cinta muraria esterna proprio con l’interno del centro storico attraversando i locali del Polo.

Il complesso conventuale, ristrutturato a seguito degli eventi sismici del 1997, è stato destinato dall’Amministrazione Comunale a custodire e promuovere il patrimonio culturale civico e ad ospitare collezioni ed archivi, rappresentando in generale un bellissimo esempio di complessa opera trecentesca-rinascimentale per gli aspetti architettonici di coesistenza di strutture che si compenetrano (2 chiostri ed 1 chiesa) e per gli aspetti decorativi concretizzati in affreschi sparsi qua e là per tutto il complesso.

Proprio in occasione dei lavori effettuati a seguito degli eventi sismici del 1997, il Polo museale è stato reso accessibile a persone con disabilità tramite interventi di superamento delle barriere architettoniche.
Inoltre, il Polo Museale al suo interno ospita il progetto “Il museo di tutti e per tutti” che ha permesso di realizzare schede di sala in braille e il ripristino del percorso audio che permette l’ascolto del rumore dell’aia, dei campi, insieme a canti folcloristici, creando le condizioni ottimali per una percezione intensa del mondo della cultura contadina.

Il percorso museale si snoda negli ambienti del complesso conventuale.
La Sala Carlo Crivelli è dedicata all’artista veneto che nel 1468 dalle coste dalmate si trasferì nelle Marche. Il Museo Adolfo De Carolis espone circa cinquecento opere dell’artista (1874-1928) nativo di Montefiore, tra cui i bozzetti a olio degli affreschi per il salone dei Quattromila del Palazzo del Podestà a Bologna, il disegno di una vetrata per la villa di Puccini a Torre del Lago e numerose xilografie per i Fioretti di S. Francesco. Il Centro di Documentazione Scenografica Giancarlo Basili comprende scenografie, documentazione fotografica, testi critici e materiale video relativo ai numerosi film dello scenografo tra i più in vista del nuovo cinema italiano degli anni Ottanta e Novanta. Il Museo della Civiltà contadina ha origine da donazioni private avviate con scopi didattici. Si articola in quattro sezioni: l’aia, la casa, il lavoro e il campo, ed espone oggetti e attrezzi riguardanti la vita domestica e il lavoro contadino. La raccolta Domenico Cantatore fu donata al Comune dal pittore pugliese (1906-1998), che negli anni Sessanta trascorreva le sue estati nella campagna di Montefiore dell’Aso. Comprende numerose incisioni, acqueforti, acquetinte, ceremolli con i soggetti cari all’artista: le figure femminili e maschili e i soleggiati paesaggi del Sud, luminosi di arancio, blu e giallo

Il complesso museale accoglie inoltre associazioni ed altre attività culturali come la corale cittadina nella sala denominata “La Musica a Montefiore dell’Aso”, la scuola di pittura ed incisione nel “Laboratorio delle Arti e dei Mestieri”, l’artigianato artistico nella “Bottega delle Arti”.
Distribuita all’interno di alcuni locali del Polo museale si trova inoltre la Collezione d’arte contemporanea “Premio Pino Mori”. In essa sono raccolti tutti i primi premi del concorso di pittura avviato nel 1995 e dedicato all’artista nato a Campofilone nel 1920 e morto a Montegiorgio nel 1994.

Grazie agli ultimi interventi realizzati grazie a finanziamenti ottenuti nell’ambito del Piano di Sviluppo Locale Piceno, sono state inoltre recuperate, e rese accessibili ai disabili, le sale dell’ex mattatoio con lo scopo di realizzare l’allestimento di una sezione dedicata ai reperti archeologici e la promozione di attività culturali.

Montefiore dell'Aso - Veduta dall'alto della città
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“Iacom – Idee Accessibili In Comune” è parte integrante del progetto finanziato per l’avvio della M.I.M. COMUNICAZIONE & PR DI MARONI MARIA IDA E C. SNC, nell’ambito del PSL (Piano di Sviluppo Locale) PICENO 2014-2020 Sottomisura 19.2.6.2.A “Aiuti all’avviamento di attività imprenditoriali per attività extra-agricole nelle zone rurali” PIL (Piano Integrato Locale) Borghi Ospitali: dal mare alle colline Picene, promosso e finanziato dal GAL PICENO

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